28/03/2020
E' in corso la Grande Pandemia.
Un male spaventoso si sparge ovunque.
Il male corre e attraversa il mondo. E' contagioso. Molto contagioso.
In pochissimi giorni è arrivato dall'estremo oriente, all'estremo occidente, ha colpito tutti, soprattutto chi lo negava.
E' un male asintomatico questo male. Nessuno sa se è malato, ma tutti sanno che potrebbero prenderlo.
Per questo fa paura.
Tutti hanno paura di prenderlo. Tutti hanno paura di diffonderlo.
E allora il male ci spinge a soluzioni inimmaginabili.
I bambini vengono reclusi in casa.
I vecchi vengono allontanati dai figli.
I malati vengono abbandonati dal resto del mondo.
I morti vengono bruciati senza funerale.
I lavoratori posano gli attrezzi.
E' un male che mette a nudo tutte le nostre fragilità, le nostre miserie.
E' un male che appesantisce così tanto le nostre responsabilità da costringerci a rinunciare.
Ci mette di fronte a quel male che avevamo sempre saputo di avere, ma che la nostra coscienza non voleva riconoscere.
La nostra debolezza di fronte alla grandezza della Vita, ci fa arrancare, ci spaventa.
Ci fa rintanare.
La Pandemia si sparge.
Nasconde i bambini. Ci allontana dai vecchi. Isola i malati. Nasconde la morte. Limita il lavoro.
E' un virus che corrompe la nostra vita. Propone soluzioni facili, io sto a casa. Ci libera dalle nostre responsabilità. Sospende la Vita, ma non il tempo.
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